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"..Non ero andata a fare la missionaria, cercavo un luogo per scrivere e pescare, volevo fare il punto della mia vita. era il dicembre del ’97, vacanze di Natale, Nosy Be, isola grande, a nord ovest del Madagascar, nel canale del Mozambico, è il posto dove ho scelto di vivere” Il nome Manina, difficilmente spiegabile in Italia, in malgascio significa “nostalgia di una persona lontana”. Nostalgia è quello che provano gli abitanti, quando lei si allontana dall’isola, nostalgia è ciò che sente Manina per Nosy Be quando è in Italia. Camminare per le strade di Nosy Be al fianco di Manina, significa essere sommersi da un’ondata di “Ciao Manina!”. Non è un saluto è un grido, che tutti le rivolgono accompagnato da un sorriso. Questo è il segno più tangibile della loro riconoscenza. Lei non è “Vazah” (che è il nome con cui i malgasci chiamano i bianchi): il popolo malgascio riconosce la sua appartenenza alla propria terra.
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