**Le lettere di Manina **

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10-agosto-2004

 

".se hai un solo dente sorridi con quello."  ( proverbio malgascio )


Nosy Be, Luglio 2008

CARI AMICI

SOCIALE

 

Questo mese è stato caratterizzato dalla “decentralizzazione!”

Ho deciso infatti di decentralizzare anche la distribuzione del riso, dopo quella del latte.

Abbiamo dato il RISO:

 il giorno 9 nel dispensario di Ambondrona, per gli indigenti che arrivano dal centro-nord dell’isola,  (79 indigenti provenienti da 6 villaggi )

il giorno 10 ad Ambatoloaka, a casa mia, centro sud, ( 72 indigenti, provenienti da 5 villaggi)

 il giorno 11 nel dispensario Dj.Honko, per quelli che vengono dal sud dell’isola (75 indigenti provenienti da 8 villaggi

il giorno 12 nel dispensario di Antanamitarana, per quelli che vengono dal nord dell’isola (14 indigenti provenienti da 3 villaggi ), per un totale di 240 persone!! 
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E’ vero che così sono impegnata per 4 giorni di seguito, ma sono stati tutti così contenti di non dover fare chilometri e chilometri per lo più a piedi e con kg 10 di riso in testa o sulle spalle, che ne è valsa la pena !
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La lista DEL LATTE

 

Aumenta :70 scatole di latte concentrato ogni lunedì

L’ultimo, un bambino di 5 mesi. Finora l’ha cresciuto la nonna, essendo la madre morta in parto, all’ospedale di Hell-Ville, ma ora la nonna è in procinto di partorire e non può più badare al nipote!

Ci penseremo noi per il latte e la zia lo crescerà !

Distribuite anche molte felpe, perché questi sono mesi invernali e hanno tutti freddo(24°)(anche io) 
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CARCERE

 

Ancora una vasca di cemento dell’acqua ricostruita.

A casa è venuto il Direttore Tecnico delle prigioni della Regione Diana (, va fino a Diego Suarez) per ringraziarmi per quanto fatto nel carcere di Hell-Ville e per quanto facciamo per il vitto del carcere di Nosy Be, di quello di Ambanja e di quello di Ambilobe. Bene!

Un episodio terribile: a Hell-Ville (la città) durante la notte, hanno preso un ladro che era entrato in una casa per rubare. L’hanno inchiodato con i piedi al pavimento di legno, gli hanno cosparso il braccio destro di benzina, e poi gli hanno dato fuoco! E’ stato poi portato all’ospedale da qualcuno che ha fermato questa “punizione”. Io l’ho trovato in carcere, quando ho portato il riso. Ai piedi stava un poco meglio, ma il braccio era tutto fasciato e la mano era nera e immobile. L’ho poi ritrovato all’ospedale, gli avevano tolto la benda dal braccio, che era ancora tutto sangue e pus. A lui e all’infermiere ho dato un passaggio fino al carcere, dove dovevano tornare.

L’altro giorno è venuto a casa mia, col foglio di “libera uscita”, voleva, come tutti gli altri detenuti, ritornare alla Grande Terre, nel suo villaggio. Così, gli ho dato una borsa da viaggio, dei vestiti, i soldi per il bateau e per il taxi-brousse. Gli ho dovuto mettere tutto sulla spalla sinistra e i soldi nel taschino di una camicia che gli ho messo con molta difficoltà. Il braccio destro era ancora tutto aperto, ancora sangue e pus e la mano destra era immobile e piegata a mo’ di pugno semiaperto. Gli ho dato degli antibiotici e degli antinfiammatori per i prossimi giorni. Era dolorante.

L’ho fatto accompagnare al porto e ai malgasci che erano sulla mia veranda e guardavano il tutto ho detto “ lui è un ladro, ma voi siete dei selvaggi!” Purtroppo un vazha che era presente ha commentato “Dovrebbero fare così anche in Italia” Non ho risposto, ma ho pensato “Sono sempre più contenta di vivere in Madagascar”

 

SANITA’

 

Dovete farci gli auguri!!! Nel dispensario di Antanamitarana è nato il primo bambino!! (femmina).La madre e la piccina stanno benissimo! Che bello!!

 Nei 3 dispensari abbiamo cominciato le circoncisioni.(E ANCORA DEVONO FINIRE!!)

In media 25 per giorno.

Il costo è di 2000 ariary (meno di 1 euro),con anestesia etc etc

Come al solito, abbiamo la prenotazione anche di ragazzi di 13 -14 anni, che finora non hanno potuto farla per il prezzo troppo alto per loro ( 20.000 ariary) e qui la fanno tutti, indipendentemente dalla religione e dal grado sociale.

Il nuovo medico-ispettore,”per ordini superiori” è venuto a visitare i nostri dispensari o meglio i nostri “post de secours communautaire ed è stato un gran bene, perché è rimasto colpito dall’igiene, dalla quantità di medicinali e dal numero di pazienti che passano da noi, dai registri perfettamente tenuti dai nostri medici ed infermieri. Così ora c’è una perfetta “collaborazione “ con l’ospedale della città!. Ringraziamo chi ce l’ha mandato!!

Tutti sanno che “il cielo “di Nosy Be mi protegge e tutto “il male” si trasforma in “bene”!!

 

ISTRUZIONE

 

Cominciata la costruzione delle 2 nuove classi della Scuola Superiore.

Avevamo due 6.me, ora stiamo costruendo due 5.me

 Abbiamo già molte iscrizioni anche nuove, ma dobbiamo mantenere i posti per i nostri dell’anno scorso! Speriamo di farcela!

Costruzione di una scuola al Nord dell’isola :altre 4 classi elementari.

Cominciata la costruzione anche della Scuola di Agricoltura.

E’ una grossa impresa e qui deve arrivare “ la Provvidenza” !

 

Isola di Nosy Faly

 Altre 2 scuole: una quinta elementare, per finire il ciclo delle prime scuole aperte a N.Faly.

Una nuova materna in un altro villaggio che l’aveva richiesta da tempo

Con queste 2 ultime, abbiamo in totale 10 scuole a Nosy Faly

 

Sono stata anche alla Grande Terre:controllo delle scuole precedenti e programma per le scuole nuove.

Nel mese di giugno erano venuti da me due sindaci ( un uomo e una donna) di due diversi Comuni Rurali di Ambanja. Mi avevano chiesto delle scuole materne e dei dispensari per villaggi molto lontani dalla città. Avevo promesso di andare a vedere , secondo la mia abitudine, i villaggi in questione.

Vi ricordo che il problema della Grande Terre è sempre quello dei coccodrilli.

Quest’anno, durante la stagione delle piogge, i fiumi straripando hanno circondato alcuni villaggi e hanno formato una specie di lago che è rimasto lì e…ci sono i coccodrilli! (poi vi racconto un episodio)

 Così sono partita col bateau per Ambanja. Il porto è rimasto sempre lo stesso e bisogna quasi arrampicarsi per potervi salire ( con l’aiuto di qualcuno che ti “tira” gentilmente riesci a salire.! ).
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Florian il mio responsabile del Mad, mi è venuto a prendere e ci siamo subito fermati alle prime scuole “col papero”, sorpresa! Ci aspettavano bambini e genitori, per chiedere di continuare a costruire (dopo la materna e la prima elem),una seconda elementare farmi vedere il posto scelto.
  carlo 661.jpg (62450 byte) carlo 664.jpg (67534 byte) carlo 665.jpg (33934 byte). Dopo aver discusso, mi hanno mostrato il fiume che scorre lontano e hanno detto che dovevano andare laggiù per prendere l’acqua. Nel villaggio l’acqua non c’è! ” Ma non si può scavare un pozzo?” ho chiesto. Tutti mi hanno guardato sorpresi “Certo!” Ho rimproverato Florian per non aver pensato prima a questo. Abbiamo così deciso che oltre a costruire un’altra classe, scaveremo anche il pozzo per il villaggio. Un grande applauso ha accompagnato questa mia decisione, seguito dalla distribuzione di caramelle ai bambini e...ai genitori!

In un altro villaggio la maestra di una materna aveva preparato una “festicciola” con della musica, i bambini mi aspettavano con le “blouses”rosse”  e hanno danzato.
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Il giorno successivo siamo andati in un altro villaggio lontano, dopo ore e ore di viaggio per una strada “impossibile”, carlo 837.jpg (73471 byte) (tanto che al ritorno la macchina è andata in “Panne” e sono venuti a prenderci ,dopo ore, con un’altra macchina) per parlare con i due sindaci che mi avevano chiesto le scuole e i dispensari. Sono tornata “ tutto bene”,alle 20,30 in albergo!!

In breve: costruiremo altre 5 scuole, 3 dispensari e un pozzo.

 

QUOTIDIANO

 

M.Laure è completamente guarita ed è andata a vivere ad Ambondrona, dove c’è suo zio e una cugina. Il problema è che proprio ora cominciava ad accettare sua figlia Miria, (che viene sempre da me, ) carlo 860.jpg (43703 byte) e non so come fare per farle incontrare ancora….risolverò il problema, ma uno per volta!

 Eric(11 anni) sta sempre nella casa a fianco e pure Ismael (18 anni). L’uno è geloso dell’altro, entrambi di Miria, ma fingo di niente e… andiamo avanti!

Dal 15 al 24 agosto sono stata occupata ad Andilana, al Cap Doré. 

Il primo giorno sono arrivate tutte le “nuove autorità” e molti di loro si sono congratulati per le nostre molteplici attività di cui non erano a conoscenza e hanno preso tutto il materiale conoscitivo che avevamo messo a disposizione dei visitatori!

Lulù, (il vietnamita,l’organizzatore), infatti ci ha “regalato uno stand per “ I cechi ciara”

Abbiamo organizzato una “mostra” con due mappe , una di Nosy Be e l’altra della Grand terre, dove erano segnati i villaggi con le nostre scuole, poi le foto dei bambini,dei Post de Secours, dei paraplegici, del carcere…insomma tutto il nostro “operato”.

Julien il paraplegico ha chiamato il figlio da Diego Suarez. Infatti è costume malgascio che il padre chiami il figlio maschio, quando ha bisogno di aiuto. Ora Julien ha deciso che è arrivato il momento di chiamarlo. Gli ho chiesto se il figlio sia d’accordo di venire da lui, mi ha risposto” Ma certo, sa che è suo dovere, mi ha detto subito di sì!”

In realtà non si ricorda neanche quanti anni abbia con precisione. Il ragazzo finora è cresciuto con la madre, (che a quanto pare non sta bene fisicamente ed è in difficoltà finanziarie) Ho chiesto a Julien se sarebbe capace di riconoscerlo, mi ha risposto ridendo di no !

Comunque ho fatto costruire una casetta vicino a quella di Julien, dove almeno il ragazzo potrà stare comodo, dormire e studiare. Ho infatti detto a Julien, che capisco le abitudini malgasce e non le discuto, ma il ragazzo dovrà continuare a studiare. Se sta alle scuole superiori potrà andare ad Ambondrona dove abbiamo anche la mensa e tornerà da lui alle 17,00. Inoltre a Julien, (l’ex sommozzatore, pescatore di oloturie, finito paraplegico per un’embolia) gli ho da anni messo una donna che gli fa tutte le pulizie e che gli cucina. Quindi è ingiusto sacrificare un ragazzo perché lo accudisca, anche se “è suo dovere”! Pare che il ragazzo stia arrivando accompagnato dalla madre.

Mentre parlavo con Julien, mi è venuto in mente Plauto con le sue commedie e ho detto a Julien “Pensa se non è vero che tuo figlio sia d’accordo di venire da te, né che la madre sia contenta di separarsi dal figlio e ti portano un altro ragazzo…tu non lo puoi riconoscere…quindi…” Si è messo a ridere dicendo che era vero, ma era una cosa impossibile!!

A proposito di coccodrilli! Mentre eravamo alla Grande Terre, abbiamo visto tanta gente che da un ponte guardava in giù, verso il fiume e strillava. 

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Ci siamo fermati per vedere cosa fosse successo. Ebbene, un coccodrillo aveva afferrato un bambino che stava pulendo, nell’acqua del fiume, una pentola . Per fortuna un altro bambino, che era lì, a fianco, ha trattenuto il suo amichetto, tirandolo con forza verso di sé e così il coccodrillo ha preso solo un pezzo del braccio del piccolo, che è stato portato all’ospedale (dopo 2 ore di strada) e ho saputo che si è salvato ! Il coccodrillo dopo poco è tornato a farsi vedere, restando immobile al centro del fiume e l’abbiamo fotografato, (anche se è poco chiaro). Poi, proprio quando è arrivato un ragazzo col fucile, per spararlo, si immerso di nuovo nell’acqua torpida del fiume. carlo 820.jpg (34751 byte)  

E’ per questo che faccio le scuole nella Grande Terre, per evitare questi episodi!

 Cari Amici, vi saluto, sempre con tanto affetto! Spero che abbiate trascorso delle belle vacanze!

 Un caro abbraccio. Manina


Nosy Be, giugno 2008-07-03

Carissimi Amici,
a Giugno è finita la scuola! 

Come tutti gli anni, c’è stata la “proclamation”, come dicono loro, ossia la distribuzione delle pagelle.
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E’ stata una bella fatica andare nei villaggi dove mi aspettavano alunni e genitori, con le maestre! Ho dato i premi (magliette e felpe) ai primi 3 e all’ultimo, come d’abitudine.
Molti i bambini bocciati, ma qui la scuola è molto seria e nessuno si lamenta.
Come anche l’anno scorso, tra le scuole di Ambatoloaka e dintorni, 2 private, una pubblica,la nostracomunitaria” è risultata prima agli esami di 5 elementare, nel senso che ha avuto la percentuale più alta di promossi rispetto agli altri! Bravi i Tsaiky tsara , i Cechi ciara!  (QUI le fotografie)

C’è stata anche la “proclamation” alla Scuola Superiore. Proclamation alle scuola superiori di Ambondrona.jpg (95439 byte) Proclamation2.jpg (76171 byte) 
Qui, devo confessarvi che ho dato una felpa ad un ragazzo quando ho sentito che si chiamava …..“Maradona”.”Maradona? Merita un premio. E’ forte Maradona!” Tutti a ridere!

Poi c’è stata tutta la preparazione per il defilé DEL 26 GIUGNO, festa nazionale d’indipendenza Defile-Preparazione.jpg (97022 byte) ed infine il defilé! Defile2.jpg (80936 byte)  Defile3.jpg (89932 byte) Defile4.jpg (92689 byte) Defile1.jpg (82493 byte)

Ho portato 350 bambini, 31 i villaggi di Nosy Be, dove ci sono le scuole e quest’anno hanno sfilato per la prima volta anche i ragazzi della Scuola Superiore.Defile5.jpg (81672 byte) Defile6.jpg (87660 byte)
E’ sempre una cosa molto emozionante vedere sfilare i nostri Bambini! Che bravi!

Sanità.

Ci tengo a precisare che noi non abbiamo “dispensari”, anche se finora li abbiamo chiamati così!

I nostri sono “Post de secours communautaire”Post de secours communautaire Antanamitarana2.jpg (143053 byte).  
Su domanda del villaggio, della comunità, noi costruiamo un ambulatorio
, (che resta di loro proprietà, perciò della comunità) dove un medico e un infermiere, regolarmente autorizzati alla professione, visitano, (per 20 cent di euro) curano le ferite, suturano, mettono una flebo, se è necessario, danno i medicinali adatti. Non si pagano né i medicinali, né le iniezioni, né le medicazioni. Tutti hanno la possibilità di curarsi! Noi compriamo i medicinali e paghiamo i medici.

Abbiamo costruito un ambulatorio ad Ambondrona, dove c’è anche la scuola (al centro di Nosy Be) Dispensario di Ambondrona.jpg (65634 byte) ed un altro ad Antanamitarana (nord dell’isola) Post de secours communautaire Antanamitarana.jpg (63370 byte) .

Proprio oggi qui abbiamo fatto una riunione con il capo del villaggio che ha presentato il nuovo medico e l’infermiere agli abitanti di Antanamitarana.:lunedì cominceremo con le circoncisioni, per meno di 1 euro (che qui fanno tutti regolarmente per 10 euro) e poi abbiamo annunciato che sarà possibile anche partorire, con 4 euro (grazie alla disponibilità del medico). Mi ha fatto un enorme piacere vedere la volontà di questo giovane medico malgascio(lavorava in una struttura privata, ma ha chiesto di venire a lavorare “per noi”) di aiutare in prima persona il suo popolo, collaborando “con noi”.

Riabilitato il dispensario di J.Honko, al Sud dell’isola. Dispensario di J.Honko.jpg (77289 byte) Dispensario di J.Honko (sud).jpg (68905 byte)

Questo è in affitto, l’abbiamo comunque ben riabilitato! 

 Pensiero: non è importante “costruire” ospedali, scuole, ma “curare” i malati, “far studiare, dovunque sia!.

Io ho cominciato a curare le persone 8 anni fa, a casa mia, con una dottoressa malgascia.
Poi ho spostato le visite in una capanna di fronte a casa mia, poi in una casa, sempre affittata, al centro del villaggio, vicino alla strada principale.
Poi ad Ambondrona, un altro villaggio, sempre in una casa affittata, prima 80 persone al giorno passavano la visita, poi abbiamo ridotto a 30 la mattina e 30 il pomeriggio, 60 persone al giorno.

Pensate in questi anni quante persone si sono salvate! (in una capanna!)
Ora ho costruito un ambulatorio che resterà a loro, su terreno demaniale, ma prima ho curato i malati.

C’è  chi impiega anni a costruire un grande ospedale. Bello, bellissimo! Ma quante persone sono morte in tutti questi anni? E poi..chi può pagare una visita in questo “bell’ospedale”? E di chi è l’ospedale? Cosa lasciamo loro?
Anni e soldi per costruire le “nostre scuole”, belle, di cemento e con i vetri, invece delle loro capanne. Chi può pagare dopo la retta scolastica? E di chi è la scuola?
Ancora oggi la maggioranza delle mie scuole sono “capanne”, sono le “loro scuole”. Dopo 8 anni ci sono Diecimila Bambini che vanno a scuola, che hanno studiato e che continuano a studiare, nelle “loro”scuole.
Non ci chiedono ospedali (hanno già i loro e non possono pagarli), ci chiedono di non morire, di essere curati!
Non ci chiedono scuole, ci chiedono di dare la possibilità ai loro figli di studiare!!

 Lasciamo loro qualcosa o prendiamo anche il loro terreno, per costruire ospedali e scuole, di cui loro sono gli usuifruitori, ma “ a pagamento”?. Hanno i loro ospedali, le loro scuole. Il “vero”aiuto è “migliorare le loro strutture”, dare gli strumenti di cui hanno bisogno. Perché portare i nostri modelli, che fanno concorrenza ai loro, ma che non li aiutano a migliorare? E poi far pagare gli ospedali e le scuole, perché “quelli dei bianchi” sono più belli, sono puliti!

Io, dopo anni di esperienza,  sono arrivata a questa conclusione: chi vuole aiutare questi popoli, deve lasciare loro qualcosa ! Rispettare i loro usi e costumi, non porsi come modello “perfetto e irraggiungibile”, mortificando la loro povertà.

Il mio invito è:

Aiutiamoli a “costruire i “loro ospedali”, costruiamo “le loro scuole”, diamo lavoro ai” loro” dottori, capaci come i nostri, diamo lavoro ai” loro” professori, capaci come i nostri.  Insomma “diamo” qualcosa a questo terzo mondo che tutti dicono “voler aiutare”( ma come?, mettendoci in competizione con loro?

Quotidiano

Mi sono dimenticata di scrivere l’altra volta, che a fine maggio, domenica 29, a prima mattina, già alle 7,00, mi sono arrivati “strani messaggi”, sul cellulare “ buona festa” (in francese, chiaramente,) e ancora “buona e felice  festa” con la firma di alcune maestre. E quando mai la domenica ho avuto questi messaggi!  Poi finalmente una mi ha scritto, “buona festa, maman” Insomma, qui,  era la festa della mamma!!!    Tutti a farmi gli auguri.!! Che bello!! Che gentili!!
Devo confessarvi che a volte dei vecchi, mi ringraziano e mi dicono “ Grazie,tu sei la nostra mamma”, ma come ? La mamma anche dei vecchi, dico, ridendo? E come mi sono ridotta?

Dall’Italia è arrivata Valentina, che ha aiutato i ragazzi della scuola Superiore con lezioni supplementari d’inglese, (loro  materia di studio) “perfetto”, essendo vissuta 15 anni a Londra!
E’ stata di grande aiuto anche perché ha saputo “collaborare” col loro professore malgascio, che parla ed insegna bene l’inglese ( come Valentina stessa mi ha detto), ma non ha certamente la sua pronuncia, senza entrare in competizione con lui. Così sono stati tutti molto contenti, professore ed alunni e sperano che presto ritorni!

A proposito di “mamme”,  vi invio le foto di M.Laure e di Miria. Vi ricordate la ragazza depressa? (v.lettera..) Molti di voi l’hanno vista e so che siete rimasti anche un po’ impressionati. Beh, sappiate che stanno benissimo sia mamma che figlia (finalmente!), c’è voluto poco più di un anno, ma ce l’abbiamo fatta! Lei comincia ad accettare la figlia, anche se la piccola ancora non si avvicina volentieri….ma supereremo anche questo un po’ alla volta!! L’importante è che M.laure sia completamente guarita!! NOSY BE 5 031.jpg (80626 byte)  

All’ospedale della città ho portato di urgenza una donna che giunta da me, manifestava chiari segni   di peritonite. Da tempo l’avevo consigliata di farsi visitare all’ospedale, perché appunto pensavo dovesse operarsi di appendicite! L’avevo anche accompagnata all’ospedale, lei si era fatta visitare, ma poi…non aveva i soldi per l’operazione ed era tornata a casa…dopo una settimana è tornata da me, con febbre, vomito e quasi non poteva più camminare, Quindi di corsa all’ospedale!
Subito operata è già tornata a casa e sta bene! )
Il dottore, vedendomi all’ospedale, quella mattina,mi  ha poi pregato di aiutare una famiglia che aveva il bambino ricoverato per tetano e che non ce la faceva con le spese. (Se non si paga, l’ospedale non ti cura). Ho visto il piccolo nel suo letto di ospedale, ho parlato con la famiglia e mi sono messa d’accordo con la farmacia dell’ospedale,che avrei pagato le spese, come al solito!
Nel lettino a fianco c’era un altro bambino, che si era tagliato,cadendo con una bottiglia, la pancia, lo stomaco… Chiaramente la famiglia mi conosceva da anni e così…anche lui a “nostro carico”. Ma diciamo che questo è usuale, tanto vero che non ve lo scrivo neanche in genere!
 

Eric, il bambino di cui ho scritto l’altra volta ha recuperato il suo anno scolastico.

Rodriguez, il paraplegico, lavora nella sua “bottega”Rodriguez, il paraplegico venuto da Ambanja, apre il suo banchetto di calzolaio.jpg (53530 byte), come calzolaio!

Cari Amici, attenti perchè sto già organizzando gli "eventi" per quest'inverno!! Sono molto contenta, perchè sono tanti i turisti che vengono a trovarmi e abbiamo già organizzato gli eventi nelle loro città per quest'inverno, al mio rientro in Italia (sempre a dicembre) anche se la data, chiaramente, non è ancora fissata! Alcuni mi hanno detto che hanno trovato qualche difficoltà poichè dicevano che forse ero in Italia o che il mio telefono non rispondeva, che non c'ero mai a casa. Ad altri addirittura un'animatrice ha detto che non valeva la pena di venire da me e che non era neanche vero che faccio le scuole gratuite...! Per fortuna era gente che aveva letto più siti che parlano di me ed anche la lettera del Presidente della Repubblica...e quindi ben decisi a volermi conoscere!! Quindi nessun problema!

Per ora vi lascio, non voglio tenervi troppo impegnati a leggere quello che faccio qui! (sappiate che vi scrivo giusto il necessario, per non tediarvi)

Scrivetemi pure via internet, aspetto anche io vostre notizie!!

Un caro “fresco” (è già cominciato il nostro inverno) abbraccio.  Manina


Nosy be, maggio 2008

Cari Amici
Il lavoro continua : le scuole di fronte casa mia, sono quasi tutte pronte.
La ricostruzione è a buon punto! 

Istruzione
Soltanto in un villaggio rimangono tre scuole da “ricostruire! 

E’ venuto il sindaco e la sua vice ( che non conoscevo) da un comune rurale di Ambanja (G.Terre), per domandarmi alcune scuole e degli ambulatori. 
Mi hanno spiegato che mentre a Nosy Be il ciclone ha portato distruzione, ad Ambanja (anche il responsabile delle scuole di là me l’aveva detto), i fiumi hanno straripato, non soltanto distruggendo le risaie e il raccolto, ma portando anche i coccodrilli ed isolando così alcuni villaggi….
Ho detto loro di segnarmi le priorità, appena potrò, andrò a vedere i posti, poi decideremo insieme ai responsabili…Erano persone molto gentili e mi sono sembrate veramente preoccupate per quei villaggi abbandonati. 
Quando sono partiti, ho chiamato il responsabile della Grande Terre che mi ha confermato il tutto.
Decideremo insieme come e dove intervenire! Poi vi farò sapere!

Sanità
Il dispensario ad Antamitarana è finito e sono già venuti un dottore e un infermiere per lavorare là. 
Il dispensario di Jabala Honko, già dall’anno scorso in funzione,l’abbiamo da poco trasferito, in una casa “ricostruita” 
Inaugurazione, penso, tra 15 giorni!!

Sociale
E’ tornato il paraplegico a cui avevo dato la “Singer”(v.lettera ottobre 2007…) , mi ha portato altri grembiulini “rossi”finiti. E’ andato a vivere a fianco a sua sorella, ma la casa aveva bisogno di riparazioni...Ho inviato subito un mio operaio per vedere come aiutarlo: praticamente la casa non esisteva, cioè esisteva, ma “dal tetto si vede il cielo”, i pali che la sorreggono “sono inclinati e infradiciati alla base”, le pareti sono sconnesse”, le tavole del pavimento, lo stesso.. ( quindi il poverino, quando pioveva dormiva in un angolo, per non bagnarsi). Ma lui quando era venuto da me, sempre sorridente, non aveva detto assolutamente nulla di questa “tragedia”, solo “se possibile piccole riparazioni, perché mia sorella mi ha dato una casa vicino a lei, ma… La casa è oramai completamente rifatta insieme ad una “toilette” per lui solo! 

E’ arrivato anche un altro paraplegico dalla Grande Terre. Mi ha detto che voleva trasferirsi
qui per lavorare. Fa il calzolaio.

Gli ho fatto vedere la casa dei vecchi e dei paraplegici, ha fatto subito grande amicizia con loro. Abbiamo trovato insieme al capo-villaggio un posto dove potrà lavorare bene (è bravissimo). Dopo alcuni giorni è tornato da me, per dirmi che voleva tornare ad Ambanja, pagare la casa che aveva in affitto, chiuderla e trasferirsi definitivamente qua. E’ andato e tornato dopo tre giorni!
Vive “felicemente” nella casa. Ogni volta che passo (stanno sotto casa mia, praticamente), li vedo tutti insieme che chiacchierano, seduti a terra, quasi senza gambe, sorridendo! La vita è bella!


Ho dimenticato di dirvi che M.Laure (la ragazza depressa)( v.lettera Giugno 2007) sta molto meglio e la figlia, Miria, cresce bene e ..cammina!!

A proposito del volontariato
Un “volontario” mi scritto che sul mio sito non c’è niente in merito al volontariato.
Giusto! Il “volontario è qualcuno di buona “volontà”, disposto ad aiutare. Io ringrazio di cuore chi ha questa intenzione, di volermi aiutare, ma… a “fare” che? Io sono la prima che non “faccio “ niente! 

Ho detto più volte, “Io organizzo”.

I Malgasci mi chiedono una scuola
Io “organizzo” la scuola, la faccio costruire,..
gli operai malgasci “lavorano”.
I Malgasci mi chiedono un dispensario
Io “organizzo” il dispensario

Gli operai malgasci lavorano per costruirlo
Il medico e l’infermiere malgascio “lavorano” nel dispensario…..
Il volontario allora cosa può fare per aiutarmi? “Lavorare” in Italia, organizzare in Italia riunioni con amici, concerti, proiezioni di film, mercatini...insomma qualcosa per raccogliere fondi. Invitare me quando sono in Italia, per un incontro… .Poi , quando vuole, può venire qua, a vedere come va l’organizzazione, le cose realizzate,può stare tutti i giorni con me…e con loro.( ma si deve organizzare il viaggio, la permanenza ( per questa,lo posso aiutare, ma non ospitarlo, perché ho una piccola casa e non un centro…, non ho strutture per i volontari, mi dispiace)


E’comunque una bella esperienza umana, che, posso assicurare, “aiuterà” proprio lui che voleva “aiutare”!

Perché e’ bello vivere qua!?

E’ bello perché parli con la gente 
che ti apre il suo cuore, c’è un vero rapporto “umano”. Tu ascolti, ti raccontano, senza ipocrisie, i loro problemi, la loro vita, la loro storia…., ti chiedono aiuto, tu sei la loro speranza. 
E’ bello perché parli col sole. 
Tutte le sere al tramonto , lo vedi scendere nel mare in un secondo, ”pluff”, un tuffo… e sparisce. Qualche sera gli dico, quasi indispettita “Basta, stasera non ti guardo, ti tufferai nel mare senza incontrarmi come fai tutti i giorni, è diventata una schiavitù!” Ma non mi dovrei alzare dalla sedia che è sulla veranda, invece…immancabilmente, come vedo l’arancione riflesso nel cielo, qualsiasi cosa io stia facendo, con chiunque stia parlando, mi alzo e dico “Dobbiamo guardare il tramonto, forse stasera vediamo il “raggio verde!”. E tutti, con me, a guardare il tramonto!
E’ bello qui perché parli con le stelle.
Questo immenso cielo stellato, nero profondo, con mille luci, che ti avvolge fino al mare, avanti a sinistra la Croce del Sud, la Via Lattea, la costellazione dello Scorpione e poi…tutte le altre costellazioni di qua!
Le stelle, quando cadono, sembrano delle comete, scendono lentamente, le puoi seguire per tutto il cammino e hai il tempo di indicarle a chi è con te…. qualche altra scende veloce, ma è raro!
Guardo le stelle e dico”No, non cadete,…. non ho desideri da esprimere!”

Pensieri

Quando annunciai agli amici che avevo deciso di partire, feci una grande festa per salutare tutti e scrissi una poesia, per spiegare un po’... tutti mi chiedevano “Perché parti?”
Mostrai anche le foto della casa di legno che era quasi pronta, tutta contenta. Un mio amico medico, allora mi disse “Manina, senti, io ti capisco, ma il primo giorno, tu, il cielo, il mare, la spiaggia, il cocco,………….. il secondo giorno, tu,il cielo, il mare, la spiaggia e il cocco, ……..il terzo giorno…ma poi?
“E poi? Ma che vuoi più di questo?” Gli risposi ridendo!
Oggi potrei dirgli..” Io, il cielo, il mare, la spiaggia, il cocco e… diecimila bambini che vanno a scuola ….200 famiglie che hanno il riso…vecchi e paraplegici che hanno una casa e un pasto…i malati che hanno le medicine, i carcerati , etc etc.... ma allora non lo sapevo!

QUOTIDIANO

Non mi sono messa a piangere, perché non ho l’abitudine di piangere, ma avrei dovuto farlo!
L’altro pomeriggio,è venuta da me, piangendo e disperandosi una donna, che da alcuni giorni lavorava alla casa dei vecchi. Mi mostra una ferita sulla testa, è stata presa a botte dal marito ubriaco, come tutti i giorni, è piena di contusioni. E’ da poco arrivata a Nosy Be, da due mesi, chiamata dal marito, ha quattro figli. La calmo, le curo le ferite. Poi, dal momento che mi dice che è qui da sola, le propongo di ritornare dove ha tutta la famiglia …l’aiuterò io!
Per la prima volta sorride un po’, scuote la testa, mi guarda e tranquillamente, mi dice”
No, mai più ritornare a Tana (Antananarivo) là la scuola costa cara, solo a Nosy Be i miei figli possono studiare, perché la scuola è gratuita….i miei figli vanno alla tua scuola, “Tsaiky tsara”. (cechi ciara), solo da due mesi, ma sono già capaci.. 
Non potevo crederci, guardavo quella donna che continuava a spiegarmi, asciugandosi le lacrime, “La scuola costa cara a Tana, i miei figli non potrebbero mai studiare! Solo a Nosy Be la scuola è gratuita, non voglio andarmene da qua!”.
Le ho detto che veramente anche alla Grande Terre abbiamo 70 scuole e lei era tutta interessata a sentire i luoghi..fino a Sambava….?! Ma a Tana, no!
Le ho dato una stanza per lei e per i suoi figli nella casa dei vecchi, dorme e lavora là! Viene tutte le mattine a prendere il riso e il pesce o carne per cucinare per tutti! E’ veramente serena!
Poi, guardando il tramonto, mi sono detta “
Sì, Manina, continua ad aprire scuole dove te le chiedono, è veramente un grande dono per loro!” 
Continuavo a sentire la sua voce” Solo qua i miei figli possono studiare, devo pensare al loro avvenire!”

AVREI VOLUTO PIANGERE PER LA FELICITA’!!!

Com’è difficile essere giusti, forse sempre, ma qui ancora di più!

Non ti devi far prendere la mano… ti chiedono tutto… c’è chi non ha veramente bisogno… Come mi disse quello psichiatra, dopo essere stato qualche settimana da me, a Nosy Be “Posso dirti il tuo difetto?” “Ne ho tanti, figurati! ”Non sai dire di no!” E così a volte ti assalgono mille dubbi…
Il 10 maggio, come tutti il 10 di ogni mese, abbiamo dato il riso a più di 200 persone. 
Uno degli indigenti, un vecchio, ben vestito, dopo aver preso i suoi 10 chili , voleva i 10 chili del mese scorso, che non aveva preso. Io subito “No, se non è venuto, vuol dire che non ne aveva bisogno”. Lui mi ha guardato, come per dire, lo sapevo, ma ho tentato! Quando se ne va, con molta dignità, vedo che il suo pantalone ben pulito, dietro è pieno di toppe, la camicia ben stirata ma dietro, ha tutto il collo sfilacciato, è consunta. L’ho fatto richiamare, gli ho chiesto dove abitava, con precisione, a Labandi Be. “Verrò io” gli ho detto. Ci andrò e gli porterò qualche pantalone nuovo, delle camicie, i 10 chili di riso e del pesce.
Che vergogna!! Se penso alla mia “sicumera” con cui ho detto “ No, mi dispiace” e la sua dignità, quando si è girato…Come sono stata ingiusta!! Che vergogna!!

Non voglio giustificarmi, ma ero abbastanza stanca, annebbiata, sveglia e pronta dalle 6,30 per aspettare il camion con i 46 sacchi di riso, che non arrivava…e la mia strada già piena di tutta quella gente. A terra in perfetto ordine tutti i carnet per il ritiro del riso…, io andavo avanti e indietro, ..poi dopo le 7,00 finalmente il camion!!. Tutti i sacchi portati dentro casa mia, messi uno sull’altro…e comincia la distribuzione…5 per volta perché ogni sacco è per 5 persone. Se vedeste loro!! Tranquilli, seduti fuori casa mia, parlano fra di loro, aspettando di essere chiamati, poi se ne vanno col sacco o con la subiki (cesta) piena di riso, “Merci”, barcollando perché la maggioranza sono vecchi…

AVREI VOLUTO PIANGERE PER IL DOLORE!! 

Sempre un Grande Grazie a voi, “Amici di Manina”
Un caro abbraccio a tutti! In particolare ad Alberto che si occupa del nostro sito, molto gentilmente e con tanta bravura! Grazie!!! Manina

Sono tanti i problemi da risolvere qui, non è sempre facile, come vedete, ma poi.... un'email del genere mi dà la forza di andare avanti: ..

Lettera da: RosetoSportiva.it To: Manina Consiglio Sent: Tuesday, May 27, 2008 2:24 PM Subject: Un abbraccio dall'Abruzzo!

Cara Manina, siamo rientrati da una manciata di ore a casa, un po' stanchi ma con il cuore gonfio di emozioni e di sensazioni stupende. Grazie Manina. Grazie per questo incontro che ci ha toccato profondamente l'anima. Grazie per averci ascoltato e per averci resi partecipi, pur se in piccola parte, della tua meravigliosa storia. Grazie per quello che hai fatto per questo popolo e questa terra che tu chiami "casa", e che davvero (ora lo so per certo) merita la tua presenza e la tua energia. Grazie di esistere, e di rappresentare il "lato buono" dell'Italia e di questo essere uomini bianchi con una coscienza viva, non narcotizzata dal nostro presunto benessere e dalla nostra decadente vita quotidiana, cosi' distante da quello che poi davvero conta davvero...come il sorriso di un bimbo. Grazie per quello che abbiamo visto, per quello che ci hai raccontato, per le foto, per la stupenda dedica che abbiamo già girato ai nostri genitori, per il tuo sorriso contagioso e per il tuo essere "straordinaria" con una semplicità ed una naturalezza che disarma...e che fa riflettere. Non so se e quando le nostre strade potranno reincontrarsi (e io lo spero fortemente!), ma in qualsiasi caso voglio mandare da subito a te, ai tuoi bambini e all'isola Nosy Be, un GRAZIE sincero ed enorme...perche' mi avete toccato nel profondo il cuore, lasciandoci inciso un segno bellissimo che resterà indelibile e che spero porterà ancora frutti buoni nella mia vita ed in quella degli altri: da oggi ho un papero impresso sul cuore anch'io!... :-) "Tsaiky Tsara", c'è scritto... Spero di esserne degno anch'io...almeno un pezzetto di come lo sono i "tuoi" bimbi malgasci...

Un abbraccio grande come la distanza fisica che ci separa, e caloroso come la fiamma che sento ardere oggi dentro di me.

Sperando di risentirti (o di rileggerti) presto, ti lacio un bacio. Cristian

PS: gira il nostro saluto anche alla simpatica e carinissima Valentina, a cui auguriamo buon lavoro e una felice permanenza a Nosy Be! Un abbraccio a entrambi anche da mio fratello Fausto.


Nosy Be, le 30 avril 2008

 

                                                      CARI AMICI

 

Da 20 giorni a Nosy Be!!

 

Sono tornata a Nosy Be dopo un viaggio un pò “movimentato” ( un fulmine ha colpito l’ aereo dopo 15 minuti dal decollo). Inutile dirvi tutta l’odissea. In breve: invece delle 8 di mattina, siamo arrivati nel pomeriggio, alle 16,30. l’importante comunque è che sono qui e che....tutto bene!

 

                                                   IL CICLONE

Per quanto mi fossi ripromessa di non avvilirmi (già ero a conoscenza del ciclone e delle sue conseguenze), al primo impatto, la visione delle scuole ripiegate su se stesse, proprio di fronte a casa mia, come col gioco delle carte, è stata dura, lo devo confessare! Ciclone_Alex_1.jpg (59443 byte) Ciclone_Alex_2.jpg (42952 byte) Ciclone_Alex_3.jpg (74210 byte) Ciclone_Alex_4.jpg (72279 byte)

Comunque è già cominciata “la ricostruzione” quasi dappertutto, e, per la verità,  era già cominciata ancor prima del mio arrivo, in molti villaggi. Questo mi ha fatto molto piacere perché,qualche anno fa’, una cosa del genere sarebbe stata impensabile. Abbiamo fatto un grande passo in avanti! 

Anche il tetto della mia casa era stato portato via,( come quasi tutti i tetti di qua) e me lo avevano rifatto pochi giorni prima del mio arrivo. Le foglie di “satrana”non erano ancora ben assestate, così che per le prime due sere (ha piovuto molto) ho avuto la mia stanza “leggermente allagata” e ho dovuto spostare il letto perché la pioggia era giusto sul mio cuscino!...ma tutto “normale”.

In questi giorni abbiamo fatto un piccolo “tour” per tutta l’isola, per controllare le condizioni appunto di tutte le scuole e i lavori vanno avanti molto bene.

Stiamo rifacendo anche i tetti delle case dei vecchi e dei paraplegici, che, come tutti gli altri era volato via col ciclone!

Il problema è che adesso abbiamo molte richieste di aiuto per le case distrutte! (ho già preparato una lista)

 

Ad Ambondrona  piccole riparazioni alle Scuole Secondarie, mentre alle Primarie due scuole “da raddrizzare”, inclinate dal fortissimo vento.Ciclone_Alex_Scuola.jpg (83653 byte)

 

     NOVITA’

 

Ad Antanamitarana quasi finito il nuovo Dispensario dispensario_Antanam.JPG (90537 byte) Postodisoccorso.JPG (53410 byte)

 Era veramente necessario perché al nord dell’isola non c’era assolutamente niente per tutta la gente di quei villaggi che  non avevano modo di curarsi. Sono tutti molto contenti.

 Proprio oggi, mentre ero lì per vedere alcuni particolari degli ultimi lavori, mi si è avvicinata una donna che voleva sapere se nel nuovo dispensario sarà possibile partorire

 Già avevo pensato a questa necessità e così  sono ancora più convinta che è necessario trovare una” sage femme” di quelle parti e di adibire una delle stanze ai parti.

Sempre ad Antamitarana  era già in funzione la nuova maternelle, ma… con i soliti disegni delle mie scuole, appena fatti, è venuta troppo carina! Scuolamaterna_Antamitarana.JPG (130083 byte)

 

Nei primi giorni dal mio arrivo sono passata  per il carcere, sia per salutare i carcerati, a cui abbiamo portato carne e fagioli, (come facciamo per due giorni alla settimana), sia per conoscere il nuovo Guardien-Chef , che voleva ringraziarmi per quanto facciamo per i detenuti. Mi è sembrata una brava persona! (speriamo).

Ho poi domandato ai  carcerati di cosa avessero bisogno e mi hanno chiesto delle scope, dell’eau de javel per pulire le toilettes, saponi, sigarette e un domino. Nel pomeriggio, come promesso, sono tornata per portare quanto richiesto. Tutto questo a piedi perché la mia “magnifica Renault 21” l’avevo lasciata dal carrozziere dalla mattina e ancora non era pronta!

Speravo che mi aggiustassero almeno un finestrino dal momento che erano già due notti che pioveva a dirotto (vera pioggia tropicale, con tuoni e fulmini da “fine del mondo”). Quando la mattina avevo preso la macchina, non solo c’era un lago, dietro, che poi quando frenavo mi arrivava sui piedi, ma  anche il sedile era abbastanza bagnato, per cui quando sono uscita dalla macchina avrei dovuto spiegare a tutti….(per fortuna avevo altri problemi!).

 

Nel reparto donne, mi hanno chiesto un altro materasso e di aggiustare due grossi scalini che portano proprio alla stanza dove dormono, completamente dissestati. (già fatto) Maison_centrale_nosybe2.JPG (77738 byte)  Maison_centrale_nosybe.JPG (60036 byte) 

Comunque, tornata in carcere, ho parlato con Palha, un ragazzo di 17 anni che conosco da piccolo e abita nel mio villaggio, mi ha raccontato quanto successo.(il guardiano di un piccolo hotel, avendo subito un furto, lo ha accusato per paura del suo padrone, poiché il ragazzo abita lì vicino) La madre mi aveva già detto tutto e il ragazzo era là già da due settimane in attesa di processo.

Il giorno dopo (un poco intimorita) sono andata a parlare col giudice (nuovo) più che altro per fargli presente che c’era un minore in mezzo a tanti adulti…

Vi devo dire la mia” felice” sorpresa quando mi sono presentata al giudice, nel suo ufficio, per la sua gentilezza , sorridente, contento di conoscermi, già sapeva di me e di quello che faccio per i bambini…ha voluto il mio num di cellulare per qualsiasi prossimo eventuale problema da discutere insieme…si è preso il nome del ragazzo…e da ieri sera il ragazzo è fuori, in libertà provvisoria, dovrà andare ogni giorno a pulire il tribunale(come punizione), ma stamattina quando è venuto a salutarmi era veramente contento! Io più di lui!

  

Il 21 aprile sono stata invitata dal medico ispettore con tutte le “nuove” autorità alla cerimonia a Hell Ville, perchè davano la vitamina A ai neonati e parlavano dell’importanza delle vaccinazioni.Dispensario_vitamina.JPG (89842 byte) 

Abbiamo comprato l’altro giorno, una nuova piroga  alla coppia di pescatori, marito e moglie (ex ubriaconi), che erano venuti a vendermi del pesce e mi avevano detto che la rete che avevo comprato l’anno scorso era ancora in buone condizioni, ma la piroga, (che pure avevo comprato per dare loro un lavoro e uscire dall’alcool), era stata  completamente rotta dopo il ciclone ed entrava acqua dappertutto…un’italiana che era presente e a cui spiegavo la loro storia, mi ha dato quanto serviva per comprare appunto una piroga nuova!  La Provvidenza !!

 

Anche alla “Fattoria” il ciclone ha fatto danni e abbiamo dovuto ricostruire sia la casa dove dormono i 3 addetti al bestiame, sia le stalle.

 Purtroppo è morta ancora una mucca, per assoluta incompetenza dello Chef, che già è stato licenziato, ora ne aspettiamo un altro, ma ho deciso che ogni 15 giorni passerà il veterinario per controllare lo stato  delle mucche.

Curiosità : la sera, mentre ero molto preoccupata per quanto successo alla fattoria, per “rilassarmi” apro l’internet per rispondere alle varie mail dell’Italia e su Freenet (ogni giorno c’è un proverbio o arabo o tailandese, insomma di tutti i paesi) leggo: Chi non ha né vacche, né vitelli dorme tranquillo!  Giusto!!!!!!!!!! Potevo leggerlo prima!!!!!!!!!

 

Un “nuovo cinema” . Appena arrivata ho saputo che il “video” del mio villaggio, che io prendevo ogni domenica per i bambini, aveva chiuso. La proprietaria aveva affittato il locale ad una famiglia!

Il giorno dopo sono andata ad Hell-Ville, in città, ho comprato un televisore ( a casa mia non esiste) e un video registratore e così nella casa a fianco abbiamo allestito subito una “nuova sala cinematografica” Nuovo_cinema.JPG (70559 byte)(v.foto) e viene proiettato un film il venerdì pomeriggio ( non c’è scuola il venerdì) e il sabato pomeriggio. (108 bambini il primo giorno, poi anche i più grandi..), così almeno conoscono la gioia del week-end!| 

 

                                  QUOTIDIANO :  Storie di 2 bambini

                                                         

   La storia  di Eric

Dovete sapere che quando sono partita per l’Italia avevo lasciato alla casa dei vecchi e dei paraplegici un bambino Eric Eric_e_Manina.JPG (63969 byte)  di 10 anni. La madre prima lavorava alla casa dei vecchi, le avevo dato questo lavoro perché era venuta da me con un bambino di 3 anni, dicendomi che non aveva più niente da mangiare (era effettivamente magrissima) e non sapeva come fare con tre figli piccoli. Perciò avevo subito risolto la cosa dicendole di ritornare con gli altri figli, avrebbe avuto una stanza e da mangiare, più un salario, in cambio doveva lavare la casa etc etc.

La settimana successiva si è presentata da me, ma solo con due figli, dicendo che quello di 5 anni era morto per “fatture malgasce”. Voleva tenere con sé quello di 3 anni e portare a Diego Suarez , Eric di 10 anni, perché non lo sopportava, non tornava mai a dormire a casa,…doveva andare dalla famiglia di suo padre, altrimenti l’avrebbe gettato a mare…

Capivo che era esasperata, perciò le dissi che Eric poteva andare a scuola gratuitamente, nelle nostra scuole, ma doveva restare vicino a lei nella casa dei vecchi, quella nella mia strada.

Così vennero ad abitare vicino a me. Eric andava a scuola, veniva nel pomeriggio da me e restava tranquillo seduto sugli scalini di casa a vedere tutto quell’andirivieni che c’è da me tutti i giorni.

Per due notti Eric non tornò a casa e lo trovammo una volta dentro una macchina e un’altra volta stava dormendo in una scuola. Così lo chiamai e gli chiesi perché non tornasse a casa a dormire, mi disse “ogni volta che torno, mia madre mi batte” . Fui costretta a chiamare la madre e a minacciarla di toglierle il lavoro…andò tutto bene.

La donna lavorò per qualche mese. Una mattina tutti i vecchi vennero da me,  dicendo che quella donna era folle o forse fumava “droga”, non la volevano come cuoca, avevano paura anche che li avvelenasse: Quindi riunione a casa mia con anche lei presente che ridacchiava…seduta a terra. L’indomani viene ancora da me dicendomi di voler andare a Diego Suarez. Pensai subito ad Eric :sarebbe mai arrivato a Diego? E con chi a Diego Suarez? Da una famiglia che non lo conosceva e che forse neanche lo voleva!  In perfetta sintonia con i miei pensieri, arrivò Eric. Grossi lacrimoni sulla mia veranda: “Io non vado, io resto qui, devo andare a scuola”. Sua madre guardava me e lui, sempre seduta a terra con l’altro bambino tra le gambe. Chiamai il capo villaggio e dissi alla donna di firmare una carta, con la quale permetteva ad Eric di rimanere a Nosy Be, affidato “a noi” nella casa dei vecchi, lei sarebbe partita per Diego, pagavamo noi tutto il viaggio. Così la mattina seguente prese tutte le sue cose l’accompagnammo al porto, pagammo all’addetto tutto il viaggio, prima in bateau, poi col taxi brousse.

Poi dovetti io partire per l’Italia. Feci mille raccomandazioni ad Eric, gli lasciai un po’ di soldini per la ricreazione… Purtroppo dopo pochi giorni ebbi la notizia che la donna era tornata o meglio non era mai partita, voleva altri soldi, insomma un sacco di problemi! Una notte arrivò alla casa dei vecchi e si prese Eric. Il capovillaggio mi mandò subito un sms “sparito Eric preso da sua madre”

Potete immaginare il mio stato d’animo! Con una grande forza mentale inviai a Eric questo messaggio” Scappa, Eric, sei un ragazzo sveglio, scappa, prima che tua madre ti butti veramente a mare!” Mi arriva l’altro sms dopo pochi giorni “Eric scappato da sua madre è ritornato alla casa dei vecchi”. Benissimo!!

Sono tornata dall’Italia e subito Eric è venuto a trovarmi. Viene ogni giorno dopo la scuola, porta sempre gli amici.  L’altro giorno Eric mi ha detto che sua madre è passata, ha visto Eric e gli ha chiesto dove dormisse, saputolo, se n’è andata! Spero che non ci sarà un prosieguo…. ( foto di Eric)

 

La Storia di Toni

 

La settimana scorsa il capovillaggio e una donna, insieme ad un bambino (e a tutta la gente che ogni giorno si presenta a casa mia), vengono a parlarmi. Il bambino, Toni di 10 anni, è scappato da Sambava (Grande terre) ed è arrivato a nosy be dopo 4 giorni di viaggio per cercare suo fratello, ma la donna da cui era andato la sera precedente non appartiene alla sua famiglia, non lo conosce. Così il bambino resta da me tutta la mattinata, mentre il capo-villaggio va alla radio per l’annuncio, sia a per N.Be per rintracciare il fratello, che per Sambava, per suo padre. Parlo con Toni, a cui nel frattempo ho dato un quaderno e dei pennarelli oltre a delle banane. Prendo un po’ di informazioni : mi mostra un livido sullo zigomo “Sono scappato perché la mia matrigna mi batte quando mio padre esce, non mi vuole. Mio padre non ci crede. Sono venuto a cercare mio fratello. Si chiama Kennedy, sta proprio in questo villaggio”( Kennedy è la prima volta che lo sento, mentre ho un sacco di bambini che si chiamano Mitterand) Toni è molto tranquillo ed educato. Intanto disegna e fa dei lunghi rami di fiori bellissimi. Mi dice che sta in 5 elem, la madre è morta quando era piccolo. Niente di nuovo per me. Qui le storie delle m